IPERTENSIONE, UN NEMICO NASCOSTO

Un nemico subdolo e sottovalutato è l’ipertensione: questa non è propriamente una malattia, ma una condizione che favorisce in modo drammatico le conseguenze di altre malattie, a partire dalla colesterolemia e dal diabete, con esiti gravissimi come l’infarto e l’ictus. È però sottovalutata perché ne soffre il 50% degli uomini e il 40% delle donne, ma soltanto il 57% dei primi e il 67% delle seconde si cura, spesso per il semplice fatto di non sapere che se ne soffre.

L’ipertensione è di solito silenziosa, poche a volte dà sintomi, che sono molto generici: mal di testa, vertigini, ronzii nelle orecchie, alterazioni della vista come la presenza di puntini luminosi davanti agli occhi. Questi sintomi inoltre, si presentano quando c’è un improvviso aumento dei valori della pressione, mentre di solito il suo aumento è lento e progressivo e così l’organismo si abitua ai campanelli d’allarme.

IPERTENSIONE, COS’È E COME PROTEGGERSI

Il sangue, per portare l’ossigeno a tutto il corpo, fluisce nelle arterie in pressione. Il livello della pressione è determinato dalla forza con cui il cuore lo pompa ma anche dall’elasticità delle arterie.

In condizioni normali, quando il cuore si contrae la pressione massima è compresa tra i 90 e 120 mmHg (millimetri di mercurio, l’unità di misura della pressione), mentre quando si rilassa è tra i 60 e gli 80 mmHg. Sotto sforzo questi valori aumentano.

Con l’età e in seguito a malattie come il colesterolo alto, le arterie tendono a irrigidirsi e offrono maggiore resistenza al passaggio del sangue. Sono anche altri i fattori che influiscono sulla pressione: per esempio lo stress, il fumo, il sovrappeso, l’obesità o un consumo eccessivo di alcolici.

L’unico modo per scoprire questo squilibrio è misurarlo periodicamente. Soprattutto superati i 40 anni di età, è più facile essere ipertesi, cioè avere una pressione massima che supera i 140 mmHg e una minima sopra i 90 mmHg. Se questi valori sono poco più bassi si parla invece di “pre-ipertensione”: l’organismo non ne subisce ancora i danni, ma è facile a questo punto passare all’ipertensione.

In questo caso è fondamentale fare qualche cambiamento nello stile di vita che ci aiuta a mantenere la situazione sotto controllo: non fumare, ridurre il sale, aumentare l’attività fisica e ridurre al minimo il consumo di alcolici.

Questi accorgimenti sono ancora più importanti per chi è iperteso, che spesso e volentieri deve affiancarvi una terapia farmacologica.

Bisogna però specificare che la pressione non va solamente abbassata, va anche riportata ai valori normali e a volte, per raggiungere questo risultato, è necessario l’uso di più farmaci che agiscono con meccanismi differenti. Va anche sottolineato che non va mai valutata singolarmente, ma insieme ad altri fattori di rischio cardiovascolare e va valutata in questo contesto d’insieme.

In farmacia è possibile misurare la pressione, ma questa andrebbe rilevata tre volte a distanza di cinque minuti per tre volte al giorno. Per chi ha invece delle rilevazioni “ballerine”, c’è la possibilità di effettuare l’holter pressorio, cioè la misurazione con continuità di 24 ore.

Lafarmacia n°2 Maggio – Giugno 2020

Autore articolo: Gianlorenzo Accetti