L’intestino o colon irritabile è una delle patologie a carico dell’intestino tra le più diffuse.

Si trasforma in sindrome (IBS, Irritable Bowel Syndrome) solo quando i sintomi sono ricorrenti e continuativi: da tre a sei mesi.

Ma non solo. Senza arrivare a questa condizione, i sintomi che produce il colon irritabile sono comunque numerosi e influenzano negativamente la qualità della vita.

 

COME NASCONO QUESTI DISTURBI?

All’origine c’è un disturbo della funzione intestinale causato da un’alterazione della motilità e/o ipersensibilità viscerale.

Le cause che producono questa alterazione sono ancora sconosciute ma la ricerca scientifica attinge a diverse voci:

  • predisposizione genetica,
  • composizione della flora batterica intestinale,
  • età,
  • ansia o depressione,
  • farmaci,
  • squilibri ormonali
  • precedenti episodi infettivi a carico del tratto gastrointestinale.
  • stress

I fattori emotivi, questi importanti: i fattori emotivi sembrano infatti giocare un ruolo molto importante nello sviluppo del colon irritabile.

 

COME CI SI SENTE?

Il disturbo principale è il dolore.

Si presenta con crampi a livello dell’intestino, soprattutto in concomitanza con i pasti, e si attenua dopo l’evacuazione o l’eliminazione di gas.

Si associa a gonfiore addominale (soprattutto nelle donne), tensione, meteorismo, stipsi prolungata o diarrea frequente, problemi di regolarità intestinale, affaticamento e debolezza.

 

LA DIAGNOSI? DIFFICILE

La diagnosi del colon irritabile spesso arriva in ritardo.

È infatti molto complessa perché si fonda su una diagnosi clinica e viene supportata da esami del sangue, delle urine, delle feci e da test strumentali.

 

FACCIAMOCI AIUTARE, DAL CIBO

L’alimentazione rappresenta uno degli approcci più efficaci per contribuire ad alleviare i disturbi. Anche quando vengono prescritti farmaci o fermenti latti ci, non si può prescindere da un cambio della dieta quotidiana e dello stile di vita.

È utile tenere un diario dove segnare i cibi che si assumono nella giornata e il momento e il modo dell’insorgere dei sintomi.

Così come ricorrere alle cosiddette diete di esclusione e inserimento dei cibi (come avviene per le allergie moderate) per capire quali alimenti sospetti provocano l’irritazione.

 

Mangia a orari regolari.

È indicato fare più pasti nel corso della giornata, a orari regolari e mai troppo pesanti.

È inoltre molto importante mangiare lentamente, con calma.

Il consiglio è di masticare molto, di mangiare seduti e di dedicarsi il tempo giusto, senza fretta.

Pur ricordando che la dieta deve essere prescritta dal medico, è bene sapere che va ridotta l’assunzione di cibi che contribuiscono ad aumentare i gas intestinali e i cibi grassi.

 

Ma passiamo alla tavola.

Ecco alcuni cibi da evitare o da ridurre per controllare la sintomatologia

  • verdura (carciofi, cipolle, spinaci, cetrioli, rucola, cavoli, sedano, peperoni, broccoli, melanzane
  • latte
  • formaggi (soprattutto quelli freschi)
  • legumi
  • crusca, farina e riso integrale
  • prodotti lievitati come pizza e pane
  • spezie
  • patate
  • cibi in scatola
  • marmellate, the, caffè, dolcificanti (sorbitolo, fruttosio, mannitolo)
  • gelato
  • frutta (in particolare prugne, pesche, pere)
  • bevande gassate o contenenti caffeina
  • succhi di frutta
  • alcolici, cocktail

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