L’allattamento nei primi mesi di vita

L’allattamento materno è un gesto fisiologico e rappresenta la migliore invenzione della natura per nutrire un neonato. Viene raccomandato in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita. Il latte materno, inoltre, dovrebbe restare la scelta prioritaria anche dopo l’acquisto di alimenti complementari, fino ai due anni di vita e oltre.

Va detto però che non tutte le puerpere sono in grado di allattare, per ragioni di salute o perché il loro latte non viene prodotto in quantità sufficiente a soddisfare le esigenze del bambino. In questi casi sarà allora opportuno e indispensabile ricorrere a una integrazione, o sostituzione, con il latte artificiale. Un evento che non deve rappresentare un dramma.

 

Allattamento al seno

L’allattamento al seno rafforza e consolida il legame del neonato con la mamma, fornisce al neonato un’alimentazione completa proteggendolo da infezioni e comporta anche benefici alla salute della mamma. I primi giorni possono essere un po’ complicati per le neo-mamme, per questo può essere utile chiedere aiuto a un’ostetrica che insegni le manovre corrette da fare per non infastidire il bambino e per evitare di avere conseguenze a livello della mammella, come le ragadi. Soprattutto all’inizio è importante evitare di staccare il bambino dal seno prima che abbia finito la poppata, sarà il bambino ad avvertire quando è sazio.

Secondo le attuali teorie, l’allattamento può continuare ben oltre i sei mesi. Il latte materno conserva, infatti, le sue proprietà anche dopo il primo anno di vita del bambino. Non esistono controindicazioni rispetto all’allattamento prolungato. Al contrario, questo può ridurre il rischio di patologie nella mamma, come l’osteoporosi e alcuni tumori. Per quanto riguarda il bambino, riduce il rischio di insorgenza di patologie come celiachia e diabete.

 

Quale alimentazione per la mamma?

Durante l’allattamento la dieta della mamma dovrebbe essere il più possibile varia ed equilibrata, in modo da garantire l’adeguato apporto di vitamine A, C, D, E e K. Per quanto riguarda i cibi specifici, non ci sono alimenti da evitare assolutamente, a parte l’alcol che dovrebbe essere quantomeno fortemente limitato in quanto ha una elevata capacità di passare nel latte. Qualora ne venisse assunta una piccola quantità, si dovrebbe aspettare almeno due ore prima di allattare il bambino.

Cautela anche con i pesci di grandi dimensioni, come tonno o pesce spada, per il loro possibile contenuto di metalli pesanti. Il caffè non è vietato, ma attenzione alle quantità perché la caffeina può essere secreta nel latte. Stesso discorso vale per il cioccolato, che può essere consumato limitando le quantità per via del suo contenuto in zuccheri.

In generale per favorire la produzione di latte materno è consigliabile mantenere un allattamento al seno esclusivo, senza somministrare al bambino altri liquidi, come tisane e camomilla, o latte artificiale.

 

Allattamento artificiale

A volte diventa necessario ricorrere al latte in formula, o latte artificiale. Si tratta di prodotti che contengono tutti i fattori nutritivi necessari al bambino e quantità adeguate di calorie, proteine, grassi, vitamine e minerali. Non contengono però, rispetto al latte materno, fattori protettivi nei confronti delle infezioni. I latti in formula sono disponibili sia in versione liquida che in polvere.

Dal punto di vista nutrizionale le due formulazioni sono equivalenti, ma il latte liquido è considerato più sicuro perché è sterile, mentre quello in polvere potrebbe contenere una flora microbica residua. È importante che, fino all’anno di vita, i bambini non assumano altro tipo di latte, a parte quello materno o artificiale. Solo dopo il primo anno si può iniziare a introdurre il latte vaccino, intero. I bambini non dovrebbero prendere latte parzialmente scremato, o a basso contenuto di grassi, fino a oltre i due anni di vita.

 

Allattamento e vaccinazione

Il vaccino deve essere offerto senza incertezze anche alle donne che allattano e che, per ogni altro aspetto, siano vaccinabili. Non è opportuno porre la madre che allatta di fronte alla scelta fra evitare o posticipare la vaccinazione o interrompere l’allattamento al seno. La vaccinazione, durante l’allattamento al seno permette il passaggio dalla madre al neonato di anticorpi IgA specifici contro SARS- CoV-2 entro pochi giorni. In questo modo il lattante risulta protetto da SARS-CoV-2.

Autrice articolo: Stefania Cifani